mediazione familiare

Il sottoscritto procuratore, nel corso di cinque lunghi anni, dal 2020 al 2025, si è occupato della tutela e del sostegno attivo di un gruppo familiare piuttosto fragile. 

Tale nucleo è costituito dal padre, dalla madre e da quattro figli. 

Questa famiglia incontra quotidianamente difficoltà non indifferenti: il primogenito è un bambino autistico con diverse difficoltà di linguaggio e comunicazione, le due figliolette di mezzo sono attualmente ricoverate presso una struttura ospedaliera e patiscono sofferenze insopportabili a causa di una leucemia infantile, mentre all’ultimo nato è stata diagnosticata una grave malattia al sangue. 

La famiglia versa in uno stato di indigenza non indifferente, nonostante l’aiuto della famiglia d’origine del padre. L’unica fonte di sostentamento della famiglia consiste nella retribuzione mensile del padre, lavoratore precario, mentre la madre purtroppo è stata costretta a lasciare la propria posizione lavorativa per dedicarsi esclusivamente alla cura della prole, richiedendo i figli attenzioni e cure costanti.

Nel 2020 veniva disposto da parte del Tribunale per i Minorenni di Milano l’affido dei minori agli assistenti sociali competenti nel comune di residenza con collocamento presso i genitori.

Per cinque lunghi anni l’Ente ha coordinato, coadiuvato e assistito con ogni loro risorsa questa famiglia.

Nonostante tutti gli sforzi, l’impegno e la dedizione sia dell’Ente che dei genitori e del sottoscritto procuratore, il Tribunale per i Minorenni di Milano ha recentemente determinato tramite decreto, l’affido e il collocamento dei minori presso una casa-famiglia ovvero presso una famiglia affidataria, separando i fratellini e lasciando i due genitori nella disperazione più totale. 

Il decreto nello specifico ha motivato richiesta di allontanamento proprio sulla base delle precarie condizione dell’abitazione, dell’acuirsi dei litigi tra i genitori (ben comprensibili data la delicatezza della loro situazione ) e invece di garantire un aiuto effettivo supportando il nnucleo ad esempio fornendo nuovo alloggio la scelta adottata dal Tribunale per i Minorenni di Milano  è stata quella, dopo ben cinque anni, di smembrare una famiglia collocando i figli separatamente in varie strutture e mettendoli in affido, tranne una per cui è stata offerta alla madre la possibilità si seguirla presso una comunità specializzata.

Il soggetto responsabile dell’accaduto? Lo stato italiano.

Nel corso di questi anni, la famiglia ha provveduto a ben sei richieste per collocamento presso una soluzione abitativa popolare senza alcun successo ed è bene ricordare il valore della casa quale simbolo del focolare domestico che non è da sottovalutare. In Italia non è ammissibile non garantire una dimora decorosa ad una famiglia con ben quattro bambini piccoli e con problematiche tanto gravi.

In Italia non è ammissibile che ad un minore venga negato il diritto alla salute (art. 32 cost.) e il diritto ad avere cure adeguate se non in cliniche private e costose. Tali cure e trattamenti fanno la differenza ogni giorno nella vita di questi bambini, il fatto che siano considerate da uno stato quale l’Italia un lusso è agghiacciante. La possibilità di essere assistiti medicalmente non dovrebbe costituire un lusso per pochi, ma un diritto di tutti.  

Non è ammissibile che non vi siano professionisti in grado di seguire gratuitamente i minori in questione dal punto di vista pedagogico. Questi minori necessitano di professionisti in materia di apprendimento in maniera costante, altrimenti verrebbe meno il loro diritto ad un’istruzione adeguata, diritto di ogni bambino.

Il sottoscritto procuratore ha cercato in ogni modo di tenere unita questa famiglia, ma questo provvedimento ha ribaltato la vita non solo di una mamma e di un papà ma anche dei quattro minori. Sul punto la scuola, le insegnanti e gli educatori  non hanno  mai espresso condizioni di disagio, di scarsa igiene o di particolare incuria  riguardo i bambini.

Da ultimo vorrei sottolineare come la scelta di una madre che decide coscientemente di mettere  al mondo un figlio disabile o con problematiche, allorquando non ne abbia capacità economiche, non è da ghettizzare ma da aiutare per far in modo che la stessa possa offrire al proprio figlio una vita piena e dignitosa. Proprio quell’aiuto che è mancato a questa mamma che oggi vede avverarsi sotto i suoi occhi gonfi di lacrime, l’incubo peggiore di ogni genitore. Questa madre che impotente vede allontanarsi i propri figli, per cui farebbe di tutto e che ha cresciuto con sacrifici e rinunce senza darne mai a vedere.

In ogni caso, il decreto del Tribunale per i Minorenni di Milano, sebbene immediatamente efficace, è provvisorio e ora, avanti questa testata giornalistica, questo procuratore si impegna a cercare in ogni modo di far valere la giustizia auspicandosi nell’aiuto dei cittadini e altresì dello stato.

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