L’affidamento condiviso è una delle soluzioni più diffuse in caso di separazione o divorzio. La potestà genitoriale viene esercitata da entrambi i genitori. Le decisioni riguardanti i figlio dovranno essere prese di comune accordo. Tuttavia, non sempre è la soluzione più semplice da gestire. Dal punto di vista legale, l’affidamento condiviso presenta sia vantaggi che potenziali svantaggi che è importante conoscere per prendere decisioni consapevoli.
La consulenza di un avvocato esperto in diritto di famiglia è fondamentale per comprendere appieno le implicazioni legali dell’affidamento condiviso e assicurarsi che i diritti dei minori siano rispettati.
Vantaggi dell’affidamento condiviso
Il principale vantaggio dell’affidamento condiviso è il mantenimento di un equilibrio tra i due genitori, che hanno entrambi il diritto di prendere decisioni importanti per la vita del figlio, soprattutto relativamente relative all’istruzione, educazione e alla salute. Questo tipo di affidamento mira a garantire il diritto di entrambi i genitori di partecipare attivamente alla vita dei figli e favorisce la continuità nei rapporti familiari, assicurando che il bambino possa godere della presenza di entrambi i genitori in modo equilibrato. Inoltre, riduce il rischio di conflitti futuri tra i genitori.
Inoltre, va tenuto presente che con l’affidamento condiviso si tutela il diritto del figlio di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, evitando il rischio di conflitti futuri.
Svantaggi dell’affidamento condiviso
Nonostante i suoi vantaggi, l’affidamento condiviso può anche comportare complicazioni, soprattutto quando i genitori hanno rapporti conflittuali. In questi casi, la gestione quotidiana della vita del minore può diventare difficile e portare a tensioni. Inoltre, la necessità di cooperare su decisioni importanti può risultare problematica se i genitori non riescono a comunicare efficacemente. Un avvocato può aiutare a mediare e trovare soluzioni legali che mettano al centro l’interesse del minore.
L’affidamento condiviso può essere soltanto quando risulti che esso è dannoso per il figlio. Il giudice, dovendo spiegare per iscritto le ragioni della sua scelta, potrà affidare i figli minori ad un solo genitore quando accerti determinate condizioni; ad esempio, il genitore:
- vive in un altro paese;
- trascura i propri doveri di mantenimento, disinteressandosi al figlio;
- condiziona negativamente il figlio nei confronti dell’altro genitore;
- impedisce all’altro di svolgere i propri compiti genitoriali.
Affidamento condiviso e affidamento congiunto sono la stessa cosa?
Esiste una differenza sostanziale tra le due soluzioni, ma risulta rilevante solo sul piano teorico. Prima della legge n. 54/2006, entrata in vigore dal 16 marzo 2006, la partecipazione di entrambi i genitori separati alla vita del figlio era un’eccezione, in quanto l’affidamento era esclusivamente in capo a un genitore e l’eccezione esisteva solo in caso se il padre e la madre del bambino lo concordavano e veniva accettato dal Giudice.